“Sulla gobba del tempo”: un’imperdibile silloge poetica

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In questa nuova pagina sono lieto, anzi orgoglioso, di presentarvi “Sulla gobba del tempo”, una raccolta poetica di recentissima pubblicazione, della quale ho curato personalmente l’introduzione. L’opera raccoglie i versi degli autori Bianca Mannu, Giuseppa Sicura, Carlo Onnis e Mariatina Biggio; è ricca e complessa, impegnata e impegnativa per le tematiche storiche e sociali di rilievo trattate, ma anche di piacevole lettura nei brani maggior “lirismo”. Non nascondo che il lavoro di analisi propedeutico alla stesura della prefazione è stato lungo, ha richiesto numerose revisioni ed un confronto continuo con gli autori: essi sono persone dall’immensa cultura e dall’enorme cuore, ai quali devo tanto per la pazienza nei miei confronti e che ammiro per la caparbietà nel condurre quotidianamente il loro ruolo di poeti e di “cittadini del mondo per un mondo migliore”. Di seguito presenterò “Sulla gobba del tempo” citando direttamente alcuni stralci della mia introduzione.

Sulla gobba del tempo raccoglie una serie di testi nati dalla penna di quattro autori parecchio differenti fra loro per formazione, tematiche e stile. Le poesie sono state composte in maniera indipendente, in tempi differenti e non nascono per rispondere ad un progetto di base prestabilito. […] A fare da collante alla silloge vi sono delle tematiche principali, dei soggetti ricorrenti che hanno tuttavia condotto gli autori a creazioni di scrittura caratterizzate ciascuna da una fisionomia unica e tutte degne di approfondita analisi. Il titolo Sulla gobba del tempo [..] evoca lo spirito che lega le poesie. Il primo elemento che emerge è proprio il tempo. Ogni poeta ne ha espresso ampiamente nel proprio contributo la sua concezione personale; la scelta dell’immagine della gobba rivelerebbe invece la particolare visione del tempo condivisa dai quattro autori. […] non è escluso che gobba del tempo possa fare riferimento all’immagine della curvatura dello spazio-tempo relativa alla fisica einstaniana. [..] L’altro importante tema condiviso in questa silloge è l’atteggiamento critico alle ideologie conformanti del pensiero collettivo indotto, dall’annichilimento delle specificità individuali, all’omologazione mentale e comportamentale, all’assoggettamento delle persone a valori materiali e psicologici allettanti, spacciati come vitali, ma in realtà vacui. […] 

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Gli autori Biggio, Mannu, Onnis, Sicura costituiscono, dal punto di vista letterario, un quartetto significativo: la loro produzione dimostra quanto la poesia abbia ancora al giorno d’oggi un’opportunità concreta, come essa possa perseguire un compito storico e sociale denso di significati e riesca al contempo a regalare al lettore opere dotate di una freschezza sorprendente dal punto di vista estetico e formale. […] I poeti vogliono esprimere l’ambiguo senso del proprio tempo: alla base della loro opera stanno l’analisi critica di certi aspetti della contemporaneità,  l’elaborazione di testi che utilizzano modalità poetiche innovative articolate con la proposta di nuove letture della realtà e di suoi significati inediti rispetto a quelli comunemente accettati. Le tematiche storiche, politiche e sociali attuali vengono riprese svincolandosi da canoni stilistici ripetuti, evitando di rievocare verità acriticamente assunte. Vi è una particolare attenzione per la qualità della scrittura, per la ricerca formale e lessicale a dispetto della banalità e della mediocrità imperante nei linguaggi comunicativi largamente impiegati al giorno d’oggi. I poeti lavorano sulla parola come elemento che, a prescindere dal suo  peso semantico, ha un ruolo estetico, per cui scelta della forma e del suono sono qualità necessarie per il raggiungimento del risultato ricercato. Quanto premesso annuncia una silloge di non facile lettura, destinata indubbiamente ad un pubblico attento e preparato: i temi sono spesso forti, intensi, espressi talora con spirito satirico, sebbene non manchino notevoli suggestioni di delicatezza discorsiva, visioni e sentimenti più tenui. Ogni testo manifesta il notevole investimento del suo autore rispetto alla tematica prescelta e si volge al coinvolgimento emotivo del lettore. Ciascuno degli autori richiede una differente modalità di approccio: si passa da testi più diretti ed accessibili dal punto di vista verbale e del significato, ad altri che presentano più livelli di interpretazione, una struttura formale assai complessa ed un linguaggio raffinato.

La raccolta di Mariatina Battistina Biggio è intitolata Isola di nuove stagioni: il titolo rivela il forte legame della poetessa con la propria terra, la Sardegna, della quale descrive le bellezze, racconta le contraddizioni, senza scordare tuttavia la speranza per un futuro migliore. […] la Biggio anche di fronte a tematiche scottanti come l’emigrazione, la povertà e la guerra, il razzismo, le devianze giovanili, la violenza domestica sulle donne, sembra continuare a credere fermamente in un’inevitabile possibilità di miglioramento. Emerge la sua forte spiritualità, un saldo sentimento religioso, un’irremovibile fiducia nell’amore che, come un volano, fa funzionare gli esseri umani e il mondo intero. […] il suo stile poetico resta sempre controllato, mai violento o polemico. Il suo modo istintivo di fare poesia, il suo sentimento materno verso la realtà, facilitano l’avvicinamento del lettore ai testi: le atmosfere sono intime, abbondano le locuzioni affettive, compaiono continue immagini relative alla sfera sentimentale e familiare, il linguaggio è semplice, diretto ed immediato.

Bianca Mannu risulta essere, tra i quattro della silloge poetica, l’autrice più complessa da avvicinare e comprendere appieno. Viene richiesto al lettore un particolare sforzo: si deve innanzitutto ri-conoscere il significato letterale dei termini impiegati, il senso di citazioni e richiami ad altri autori, alla letteratura e alla filosofia classica e moderna. La scelta di vocaboli inusuali risponde al gusto della scrittrice per locuzioni dotate di un certo valore estetico e di un particolare effetto poetico. L’intento è quello di interloquire con il lettore in maniera intelligente e stimolante. Numerose le figure retoriche e il periodare articolato. La sottoraccolta Temporaneamente è suddivisa in quattro sezioni sul tema dell’esistenza, come fosse contenuta in un prisma a più facce, e ogni sezione costituisce un punto di osservazione della scrittrice sulla vita e sulle sue caratteristiche. Nella sezione Curva minore si guarda con stupore all’irrisorietà materiale dell’individuo umano. La forza vitale è un’onda di lancio iniziale che il soggetto può cogliere con meraviglia, ma solo a posteriori, cioè quando si impossessa del linguaggio e quando quel momento di spinta primigenia è oramai spento. La vita si configura come una sapiente funzione biologica che tuttavia non corrisponde ad un progetto razionale. […] La meravigliosa e contraddittoria convivenza tra fisicità e parola viene analizzata nella sezione Coabitazioni: una volta che la successione di spinte vitali è diventata un fenomeno ordinario, l’urlo nativo viene trasformato in parola tramite il corpo. L’emissione vitale, l’alito originario, è adesso suono e segno: attraverso il linguaggio l’uomo controlla, manipola l’esterno, descrive il passato, è in contatto col presente, preconizza il futuro. Per mezzo dello strumento-linguaggio pretende, in sintesi, di appropriarsi del tempo. Tuttavia la parola, che è intenzione, azione, comando, ma pure identità (individuale, etnica, storica e sociale), è un “inganno” poiché dipende da quella corporeità materiale destinata a disperdersi irrimediabilmente nella liquidità del tempo. […] La sezione Homo politicus affronta la tematica dell’umanità come organizzazione collettiva. L’autrice si immedesima nel ruolo di chi subisce gli effetti delle decisioni sbagliate dei gruppi dirigenti e non ha la possibilità o la capacità di esprimere il proprio dissenso e ribaltare la sua condizione. Nell’ultima sezione si domanda: a che serve la poesia? Risposta: la poesia serve a nulla! Nella sua inutilità la poesia deve allontanarsi da un atteggiamento di autocompiacimento estetizzante e deve provare a descrivere l’umanità stando distante dalle logiche del profitto.

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Lontano dalle modalità della Mannu vi è Carlo Onnis, accostabile invece per alcune analogie tematiche e stilistiche alla Biggio. Ad accomunarli sono il legame con le stesse origini regionali più volte richiamate, il sentimento amoroso vissuto con gentilezza e dolcezza, la presenza costante – più o meno palese – della nostalgia e l’uso metaforico del paesaggio come specchio di uno stato interiore. Tuttavia la voglia di rinascere propria della Biggio è in Onnis sostituita da un senso di latente malinconia. Il titolo In-canto sarebbe espressione di specifiche scelte stilistico-compositive; i singoli testi verrebbero infatti offerti al lettore come “canti” di un intero poema. In ognuno la musicalità del verso si fa melodia e rende inconfondibili le poesie di Carlo Onnis. Nel titolo ritroviamo anche quella particolare carica suggestiva che caratterizza la sua produzione: il poeta crede nella bellezza come valore assoluto; la sua visione del mondo e della vita sembrano libere da qualsiasi possibile problematicità e contrasto. Per l’autore il sogno non costituisce una dimensione strettamente individuale, ma prospetta una necessaria valenza sociale: sognare è una reazione vitale, un atteggiamento importante come stretto riferimento alla realtà. Reagire alla problematicità esistenziale, contro la quale si prova un senso di distacco attraverso la lente interiore della bellezza, comporta una presa di posizione cosciente, matura ed equilibrata che equivale ad un atteggiamento positivo, critico, a volte provocatorio e altre satirico. […] La solitudine acquista una sua posizione vitalistica, che rende la dimensione individuale necessaria ad analizzare e rivalutare il tessuto del passato e ad accettarlo nel presente con gli occhi della memoria. […]

La critica esistenziale e storico-sociale, così come in Bianca Mannu, sono elementi ricorrenti nella poesia di Giuseppa Sicura: l’autrice si focalizza sugli argomenti salienti della nostra contemporaneità, senza slegarsi definitivamente dai cenni autobiografici e dall’analisi interiore. […] Ella confida nella forza della parola poetica come strumento capace di smuovere menti e cuori della gente. Le tematiche sono affrontate con forte coinvolgimento emotivo: le reazioni passano dal grido d’allarme al coro di protesta, dall’invocazione al richiamo, alla contestazione collettiva. La guerra, che si ripresenta scleroticamente come un’infezione della Storia curata male, le fughe di genti dalle terre di origine flagellate dai conflitti, l’immigrazione clandestina, la crisi del sistema economico, l’ottusità della scienza, sono fenomeni delineati in quanto esito di un sistema di controllo politico, ideologico ed economico, da parte dei “vili gestori”, che ha ribaltato i valori fondanti dell’intera umanità. […] La poetessa non disdegna i linguaggi mediatici odierni e i nuovi mezzi di comunicazione; li sperimenta, ma senza dubbi ne evidenzia gli aspetti deleteri offrendo terreno fertile alla sua poetica, dove l’inquietudine spesso s’insinua tra i versi a rimarcare il bisogno di un mondo più a misura d’uomo, apostrofando come falsa e illusoria, una realtà che priva di qualsiasi umanità i rapporti interpersonali e determina la diffusione di una conoscenza effimera. […]

Questa sopra è solo una parziale rassegna degli elementi che ci avviamo a incontrare nella silloge. La lettura si anticipa intensa, mai monotona o prevedibile; pagina dopo pagina ogni poesia regalerà l’apertura verso innumerevoli immagini, emozioni e spunti per riflessioni sulla condizione umana.

Spero vivamente che la raccolta conosca una meritata diffusione e che questo mio intervento sia in grado di valorizzare ulteriormente l’importanza – tematica e stilistica – delle poesie contenute. Ringrazio ancora Bianca, Giuseppa, Carlo e Mariatina per la grande fiducia che mi hanno concesso nell’affidarmi il delicato compito di curare la loro prefazione. Ringrazio voi lettori per la consueta attenzione e vi invito a contattare gli autori per avere una copia di “Sulla gobba del tempo”

https://www.facebook.com/giuseppa.sicura

Alla prossima!

Giuberto