Francesco Liccari: la musica di un “sognatore lucido”

Ciao a tutti!

Oggi vi voglio presentare Francesco Liccari, cantautore triestino che mi ha colpito non solo per la sua musica, ma anche per la sua personalità. Classe 1990, Francesco può essere inserito artisticamente nel filone folk-rock moderno; nelle sue canzoni crea una fusione magistralmente equilibrata tra musica tradizionale e d’autore, con varie contaminazioni stilistiche nelle quali introduce modalità comunicative assolutamente personali ed inedite. Pur essendo così giovane dimostra un atteggiamento umano e musicale molto riflessivo, introspettivo, maturo; la sua formazione scientifica abbinata alla passione per la letteratura e per la filosofia sono senza dubbio gli altri ingredienti fondamentali del suo modo di concepire e vivere la musica. Queste righe sono il risultato di una lunga chiacchierata fatta con Francesco: è stato un incontro molto profondo e vario in cui lui stesso si è definito “contemporaneamente un caso di ottimista e di pessimista”. Francesco Liccari ha già realizzato due  EP, “Memories of forgotten seasons” e “Raw notes”. I suoi riferimenti musicali vanno da Bob Dylan, Leonard Cohen, Cat Stevens, Lou Reed (e Velvet Underground), David Bowie, Woody Guthrie, Donovan, per arrivare agli italiani De André, Guccini, Branduardi e Bennato. Ognuno di essi gli ha in qualche modo fornito riferimenti e suggestioni, tuttavia nella “lista delle influenze” vi sono anche nomi apparentemente distanti da questi appena citati, come i Ramones (per la loro semplicità), i Pink Floyd (per la capacità di creare ambientazioni sonore e di trascinarvi dentro l’ascoltatore) e compositori contemporanei come Philip Glass (per la sua ricerca minimalista e la capacità di lavorare sulle emozioni date da minime variazioni di un tema musicale).

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In effetti i brani di Francesco richiamano più o meno direttamente, di sicuro idealmente, questi colossi della musica degli ultimi decenni. Suoni acustici caldi e poco filtrati da effetti sono alla base delle composizioni di Francesco Liccari che punta alla semplicità strutturale, timbrica. Il suo è un lavoro basato più sull’espressione e sul colore, che sulla varietà strumentale e strutturale. Il giovane cantautore vuole fare musica per esprimersi oltre i vincoli e le strutture già sperimentate, utilizza per esempio tempi dispari per trasmettere particolari sensazioni e potenziare il significato testuale dei brani. La scelta della lingua inglese è dovuta alla maggiore libertà con cui si può e si sa esprimere: ama giocare con i diversi significati che può avere la stessa parola, che permette differenti letture e l’evocazione di più immagini. Anche se l’idea generale nasce in italiano, o addirittura in dialetto triestino, la canzone è pensata in inglese, lingua da lui percepita come più introspettiva. Chi ascolta i brani, quindi, il più delle volte non capisce chiaramente il senso (o i sensi) del testo: Francesco canta per chi vuole farsi coinvolgere emotivamente, per chi vuole entrare in contatto emotivo e che quindi è disposto a leggere e tradurre i testi in un secondo momento o semplicemente ad avvicinarsi a lui per parlarne di persona. Ecco la chiave del mondo artistico di Francesco Liccari: l’empatia, l’immedesimazione, la condivisione, la ricerca interiore.

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Il processo compositivo è per Francesco Liccari un vero e proprio processo catartico attraverso cui si libera di un peso interiore. …e le tematiche non sono infatti leggere: si parla di vita e morte, di amori malati finiti in violenza, di relazioni spezzate, del rapporto uomo donna ed in generale delle relazioni umane. Si presentano persino immagini assolutamente negative del mondo, visioni della sua fine, della corruzione del genere umano. L’uomo resta comunque al centro e Francesco è particolarmente ispirato dal ruolo dell’individuo nella società che più si allarga e più si uniforma, così da rendere il singolo una nullità, “un arredo”, una vittima del sistema-branco privata di ogni individualità e considerazione. La stessa vittima arriva quindi, sommersa d’indifferenza, a non considerare più a sua volta chi le sta intorno. Non solo i testi sono impegnati nel tentativo di analizzare e discutere questo intrico sociale e psicologico che caratterizza e affligge noi del genere umano, ma Francesco stesso si impegna col suo modo di fare musica per abbattere queste barriere di anonimia. L’esibizione dal vivo deve portare ad un’osmosi tra l’artista e il pubblico, ogni brano viene eseguito ogni volta in base ai sentimenti del momento, all’aria che si respira, all’atmosfera del luogo, libero da cliché, modi e formule prestabilite. È una ricerca di calore, di condivisione del dolore …e della gioia, visto che nei brani di Francesco Liccari non manca l’aspetto ironico, sarcastico; lui è un “sognatore lucido” e molte delle storie che narra in canzone sono la trascrizione dei sogni che ha fatto. Gli spunti per i testi sono poi fatti reali di cronaca, situazioni vissute o semplicemente immaginate.

La produzione finora “pubblica” di Francesco consiste, come anticipato, in due lavori.

“Memories of forgotten seasons”, prodotto da Farace Records, raccoglie brani di differenti tematiche (la solitudine, la morte, l’amore), ma accomunati da simili atmosfere e sensazioni musicali.

“Raw notes” invece si caratterizza per l’eterogeneità musicale e per il modo in cui sono concepiti e scritti i testi: si basano spesso sulla contrapposizione tra figure, non sempre le storie sono definite, ma si tratta di racconti a metà, o suggeriti “a macchie”, perché vengano completati dalla fantasia di chi ascolta. Compare poi il gioco identità e ricordi, si parla di come i ricordi pian piano svaniscono e con essi si perdano pezzi di vita.

Dal 2016 Francesco collabora in studio e dal vivo con il bassista Enrico Casasola.

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Francesco sta attualmente lavorando al prossimo EP che conterrà quattro brani e vedrà la luce nel 2018: il filo conduttore sarà l’amore, sia quello caduto in un dramma, ma anche quello più allegro, o quell’amore fatuo e superficiale che anima molte delle promesse fatte tra amanti. Mentre poi Francesco continua a portare in giro la sua musica suonando e cantando dal vivo, punta anche a comporre in lingua italiana.

Per il 2019 ha invece in programma la preparazione e l’uscita di un album che, probabilmente, avrà la struttura di un “concept” e che richiederà un lavoro impegnativo poiché dovrà costituire un “tassello definitivo” del suo percorso artistico che gli auguro lungo e proficuo.

Qui sotto una serie di link per poter contattare Francesco, avere altre info su di lui e per poter ascoltare la sua musica!

http://francescoliccari.it/

https://www.facebook.com/FrancescoLiccari/

https://twitter.com/Franz_Liccari

https://www.youtube.com/channel/UCP9PzgCttvHeMGelWMjvgzA

Alla prossima!

Giuberto

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